al Massimo dell'Energia


8 Marzo 2013
marzo 8, 2013, 3:58 pm
Filed under: personali

Mimosa



Domanda difficile per chi vuole fare il sindaco
marzo 25, 2011, 12:23 am
Filed under: efficienza energetica, Politica | Tag: , , , , ,

Ristrutturare un’abitazione oggi, adottando alcune delle tecnologie per rendere efficiente un edificio sotto il profilo energetico, contribuisce a aumentare la disponibilità della più preziosa ed economica delle fonti energetiche: l’energia che non si consuma

Si stima che gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica negli ultimi tre anni in Italia, stimolati dalla possibilità di detrarre il 55% delle spese sostenute per il contenimento dei consumi dalle tasse, hanno fatto risparmare 495 GWh ogni anno. Ben poca cosa rispetto ai consumi annui nazionali di energia elettrica, che ammontano a circa 300.000 GWh, ma vorrei ricordare un fatto importante. Le case stanno principalmente nelle città. Le case, i palazzi, emettono scarichi nell’atmosfera quando devono scaldarsi.

Quidi una casa, un edificio, un palazzo che consuma meno energia, o che la consuma in manierà più intelligente e efficiente, inquina meno. Molto meno. E ve lo dimostro.

Recentemente ho ristrutturato la mia abitazione portandola da una classe di consumo energetico “G” alla classe C. Un banale confronto delle bollette del gas permette di scoprire che spendo circa un terzo di consumo di gas rispetto a prima (l’azienda del gas mi ha telefonato a casa per indagare, giuro!); inoltre mi piace sapere che ogni anno la mia casa immetterà nell’aria che respiro io e tutti quelli che abitano nel mio quartiere circa 41 tonnellate di CO2 in meno.

Il Comune di Milano ha aderito al patto dei Sindaci nel 2008, impegnandosi a “ridurre le emissioni di CO2 del 20% nelle rispettive città attraverso un piano di attuazione per l’energia sostenibile, adattando le strutture della città … al fine di perseguire le azioni necessarie”. Purtroppo tale patto non è stato ratificato dal consiglio comunale di Milano in seguito. Peccato.

Il Regolamento della regione Lombardia, però, prevede che gli edifici pubblici con superficie superiore a 1000 metri quadri, siano obbligatoriamente dotati di certificazione energetica.

Se solo si calcolasse il risparmio in emissione di CO2 anche se solo si rendessero più efficienti gli impianti di riscaldamento delle scuole pubbliche, dove spesso, in inverno, i bambini devono stare in maglietta a causa del caldo che c’è nelle aule, probabilmente si scoprirebbero risparmi in energia e in emissioni imbarazznti.

Come pensano i candidati alle alla poltrona di sindaco del comune di Milano, di trovare le risorse per dotare la città di un patrimonio edilizio pubblico che risparmi energia invece che sprecarne?



Che situazione bizzarra
marzo 21, 2011, 3:03 am
Filed under: fonti rinnovabili, Politica | Tag: , , , ,

Senza voler mettere in dubbio i validi motivi che hanno portato il ministro per lo sviluppo economico Romani a stroncare gli incentivi per il fotovoltaico in Italia (‘o paese do sole), non posso però non provare imbarazzo per lui a causa della paradossale situazione creatasi nelle settimane successive a questa decisione.

In rapida sequenza in ordine cronologico:

1) Romani emette un decreto che sancisce la fine del conto energia (ovvero del sistema di incentivazione alla realizzazione di impianti per la produzione di energia dal sole) senza nemmeno delineare cosa sostituirà l’attuale sistema dato per cessato

2) il settore delle rinnovabili si rivolta, le banche bloccano le linee di credito alle imprese del settore (150.000 dipendenti, in crescita)

3) un terremoto sconvolge il Giappone. Una delle sue centrali nucleari viene danneggiata seriamente

4) si rischia la fusione del nocciolo di 2 dei reattori della centrale. Vaste aree contaminate, operatori della centrale si definiscono “samurai” in virtù del fatto che la loro opera per contenere i danni gli costerà la vita entro pochi mesi (vedi Chernobyl)

5) il mondo si interroga sulla effettiva validità del nucleare. Germania e altre nazioni sospendono le centrali “meno sicure”

5) cresce la spinta verso un modello energetico futuro basato su energie rinnovabili

Conclusione: per quanto certo che non vi può essere alcuna relazione di causa effetto tra il punto 2 e il punto 3, non si può che rilevare che anche lo spostamento delle zolle tettoniche rema contro al governo italiano. Sarà di sinistra?



Mafie e rinnovabili
novembre 29, 2010, 9:20 am
Filed under: fonti rinnovabili | Tag: , ,

Dopo la puntata di “report” di ieri sera è ovvio domandarsi come mai anche una cosa pulita e innovativa come le energie rinnovabili, possa essere già profondamente inquinata dalle mafie.

La risposta è semplice: in Italia qualsiasi attività non può esimersi dall’essere oggetto di controllo e speculazione illecita da parte di organizzazioni criminose.

Le mafie in Italia sono strutturali, parte della nostra storia e della nostra cultura, del nostro modo di essere parte di un sistema economico. Al sud come al nord.

Quindi ne discendono rapidamente 2 ragionamenti:

1) finché la politica non sarà in grado di escludere le mafie da qualunque operazione imprenditoriale, che sia un parco eolico o un ponte sullo stretto non fa differenza, fino ad allora dobbiamo augurarci che la mano della criminalità organizzata “inquini” la costruzione di una pala eolica piuttosto che la costruzione di un reattore nucleare.

2) le mafie si combattono anche “dal basso”. Ormai dobbiamo essere coscienti del fatto che il fenomeno mafioso in Italia non è legato a specifiche persone, ai “boss” e agli “scugnizzi”. Questa è una visione pittoresca, che ha fatto il successo di grandi film in passato. I “boss” semplicemente occupano un posto, una “poltrona” che la nostra attuale cultura imprenditoriale e amministrativa offre. Finché in in Italia fare impresa vorrà dire avere appalti dal politico o dall’amministratore che si “sponsorizza”, allora le mafie non scompariranno. È un fenomeno osmotico: più togli acqua da una barca il cui scafo è marcio, più acqua entrerà dalle fessure spugnose del legno ormai da sostituire. E il legno marcio non è costituito solo dalla nostra classe politica, sulla quale ormai tutto è già stato detto e speriamo che non emerga altro, ma da tutti noi, dalla nostra paura e dalla nostra indifferenza.

Conclusione: impegnamoci, parliamone, non facciamo finta di niente. Ognuno di noi è parte di un sistema, e il sistema dipende da ognuno di noi.

L’energia, il suo utilizzo intelligente e il modo pulito di produrla sono oggi la nuova frontiera della nostra intelligenza e dell’intelligenza della classe politica di domani, facciamo in modo che non diventi un nuovo posto in cui seppellire la “monnezza” di chi sta trascinando l’Italia verso il baratro. Siamo ancora in tempo.

Parigi, La Villette. Città della scienza: Géode

Parigi, La Villette città della scienza: Géode



TerraCycle: l’ecocapitalismo illuminato sta arrivando.
settembre 30, 2010, 3:49 pm
Filed under: fonti rinnovabili, intelligenza | Tag: , , ,

Una buona notizia: avere un’idea sana, trasformarla in un’azienda di successo, che opera come una multinazionale, si può. Lo dimostra quest’azienda che paga chi gli raccoglie e spedisce rifiuti, li trasforma in oggetti utili, e li vende. Poi, non contenti, devolve una parte degli utili in progetti di beneficenza, favorendo le comunità locali e il territorio dove opera. Quasi imbarazzante, direi.



Lettera al sig. Brancher
agosto 1, 2010, 11:06 am
Filed under: Politica | Tag: , ,

Egregio sig. Brancher,
Credo che a me come a molte altre persone che lavorano, studiano, o sono comunque inserite in un contesto sociale fatto di confronti con altre persone, dia un certo fastidio quando la propria immagine è messa in discussione a causa di un errore o di un fallimento personale.

Credo che tutti noi paghiamo le conseguenze dei nostri errori con almeno un pó di rammarico e talvolta un pó di sana vergogna, siano tali errori commessi in buona fede o con premeditazione.

Ora io le chiedo signor Brancher: alla sua età, e con la carriera che ha alle spalle, valeva veramente la pena di accumulare un tale numero di motivi per vergognarsi in così pochi giorni?

Un breve riepilogo: lei è stato nominato ministro, il giorno dopo la nomina ha chiesto il “legittimo impedimento” per non presentarsi a un processo che la riguardava (giusto o sbagliato non sappiamo), è stato destituito da ministro a causa di un sollevamento unanime dell’opinione pubblica, è dovuto andare al processo dove è stato condannato a due anni di reclusione.

Io non voglio che nessuno vada in prigione. Ma lei sig. Brancher, pur di non farsi processare da un tribunale della repubblica italiana, ha utilizzato un’istituzione della stessa repubblica che doveva giudicarla (un ministero); lei ha commesso un atto di cui vergognarsi davanti e milioni di italiani che lavorano, hanno famiglie da mandare avanti, cercano in tutti i modi di rispettare le regole e le leggi, e soprattutto con il loro lavoro e il loro impegno pagano le tasse che finanziano quel ministero (e molti altri) che lei voleva spudoratamente usare come se fosse cosa sua.

Siccome credo che una persona della sua età e della sua statura professionale non sia uno sciocco, credo che lei non ignorasse tutto ció.

Perchè se lo ignorava non riesco a spiegarmi come lei sia potuto arrivare ad essere ministro della repubblica a cui continueró ad essere orgolglioso di appartenere; se invece era cosciente dell’abuso che stava commettendo, allora resta una sola parola. Vergogna.

Se i motivi per cui è stato processato sono ingiusti o pretestuosi, allora sono disposto a dare tutto me stesso pur di aiutarla.

Ma prima sta a lei spiegare a me e a tutti coloro che a costo di rinunce e sacrifici passano la loro vita a rispettare le regole e il prossimo, come abbia potuto pensare che diventare ministro della nostra repubblica fosse il modo più logico per sottrarsi a un giudizio.

Sarebbe bello se per tutti fosse così. Ma che paese sarebbe quello dove tutto è concesso, tanto poi cè un “legittimo impedimento” per evitare di pagare per i propri errori?

Ma la parola “vergogna” forse per molti ha ancora un significato vero, e che giustifica comportamenti che la prevengano, o accettando di pagare per i propri errori, riducendo più possibile il peso dell’onta e della pena. Sig. Brancher, sono sicuro che anche per lei la parola Vergogna ha un peso e spero che faccia di tutto per dimostrare agli italiani che quanto è accaduto le ha fatto imparare che certe cose non si fanno.

Se così non fosse sig. Brancher, lei non ha diritto di far parte di questo paese civile, ma deve andare a vivere in un posto dove la dignità e il rispetto non sono valori su cui basare la propria vita. Non so se un posto del genere esiste, ma nessuno si puó permettere di usare il mio paese per questo fine.



Edonismo per un nuovo millennio
maggio 7, 2010, 4:02 pm
Filed under: intelligenza | Tag:

È bastata una generazione (la nostra) per farci credere che felicità e libertà sono possibili grazie a un’auto veloce e fiammante parcheggiata in un villino a schiera in periferia con un praticello verde da tagliare tutti i weekend e dove fare il barbeque con gli amici.

Ora dobbiamo lavorare per far capire alle prossime generazioni che per salvarci sarà necessario scoprire il sottile piacere edonistico che è nascosto nell’ abitare in un appartamento che consuma poca energia e poco territorio e che ci permetta di andare al lavoro in monopattino.

Siamo cresciuti nella convinzione che la ricchezza era insita nel possedere un’auto, a volte due, grossa come un carroarmato.

Centinaia di milioni di abitanti della terra hanno trovato in questo la realizzazione di un percorso di sviluppo iniziato dai nostri padri che ne sono stati artefici e inconsapevoli attori.

Ora ci dobbiamo rendere conto che la vera ricchezza è potersi permettere di non possedere l’auto.

La battaglia che noi grazie alla nostra esperienza e conoscenza dobbiamo cominciare e che i nostri figli, grazie alla loro intelligenza e alla potenza che gli verrà messa a disposizione dalla rete, potranno continuare e concludere sarà questa: scomporre il modello che ci ha dato benessere nel secolo passato consumando risorse non rinnovabili e poi costruirne uno nuovo, basato sull’efficienza sull’intelligenza e sul rispetto del prossimo e dell’ambiente che ci ospita.

Allora potremo dire che il genere umano si è evoluto in simbiosi con il pianeta su cui vive, e non che si è sviluppato come un virus sul suo ospite.

Lione, stazione TGV integrata nell’aeroporto st. Éxupery. Secondo me una cosa intelligente, quasi quanto mettere un parcheggio per le biciclette vicino a una stazione del treno per pendolari.




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