al Massimo dell'Energia


Mafie e rinnovabili
novembre 29, 2010, 9:20 am
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Dopo la puntata di “report” di ieri sera è ovvio domandarsi come mai anche una cosa pulita e innovativa come le energie rinnovabili, possa essere già profondamente inquinata dalle mafie.

La risposta è semplice: in Italia qualsiasi attività non può esimersi dall’essere oggetto di controllo e speculazione illecita da parte di organizzazioni criminose.

Le mafie in Italia sono strutturali, parte della nostra storia e della nostra cultura, del nostro modo di essere parte di un sistema economico. Al sud come al nord.

Quindi ne discendono rapidamente 2 ragionamenti:

1) finché la politica non sarà in grado di escludere le mafie da qualunque operazione imprenditoriale, che sia un parco eolico o un ponte sullo stretto non fa differenza, fino ad allora dobbiamo augurarci che la mano della criminalità organizzata “inquini” la costruzione di una pala eolica piuttosto che la costruzione di un reattore nucleare.

2) le mafie si combattono anche “dal basso”. Ormai dobbiamo essere coscienti del fatto che il fenomeno mafioso in Italia non è legato a specifiche persone, ai “boss” e agli “scugnizzi”. Questa è una visione pittoresca, che ha fatto il successo di grandi film in passato. I “boss” semplicemente occupano un posto, una “poltrona” che la nostra attuale cultura imprenditoriale e amministrativa offre. Finché in in Italia fare impresa vorrà dire avere appalti dal politico o dall’amministratore che si “sponsorizza”, allora le mafie non scompariranno. È un fenomeno osmotico: più togli acqua da una barca il cui scafo è marcio, più acqua entrerà dalle fessure spugnose del legno ormai da sostituire. E il legno marcio non è costituito solo dalla nostra classe politica, sulla quale ormai tutto è già stato detto e speriamo che non emerga altro, ma da tutti noi, dalla nostra paura e dalla nostra indifferenza.

Conclusione: impegnamoci, parliamone, non facciamo finta di niente. Ognuno di noi è parte di un sistema, e il sistema dipende da ognuno di noi.

L’energia, il suo utilizzo intelligente e il modo pulito di produrla sono oggi la nuova frontiera della nostra intelligenza e dell’intelligenza della classe politica di domani, facciamo in modo che non diventi un nuovo posto in cui seppellire la “monnezza” di chi sta trascinando l’Italia verso il baratro. Siamo ancora in tempo.

Parigi, La Villette. Città della scienza: Géode

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