al Massimo dell'Energia


TerraCycle: l’ecocapitalismo illuminato sta arrivando.
settembre 30, 2010, 3:49 pm
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Una buona notizia: avere un’idea sana, trasformarla in un’azienda di successo, che opera come una multinazionale, si può. Lo dimostra quest’azienda che paga chi gli raccoglie e spedisce rifiuti, li trasforma in oggetti utili, e li vende. Poi, non contenti, devolve una parte degli utili in progetti di beneficenza, favorendo le comunità locali e il territorio dove opera. Quasi imbarazzante, direi.



Edonismo per un nuovo millennio
maggio 7, 2010, 4:02 pm
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È bastata una generazione (la nostra) per farci credere che felicità e libertà sono possibili grazie a un’auto veloce e fiammante parcheggiata in un villino a schiera in periferia con un praticello verde da tagliare tutti i weekend e dove fare il barbeque con gli amici.

Ora dobbiamo lavorare per far capire alle prossime generazioni che per salvarci sarà necessario scoprire il sottile piacere edonistico che è nascosto nell’ abitare in un appartamento che consuma poca energia e poco territorio e che ci permetta di andare al lavoro in monopattino.

Siamo cresciuti nella convinzione che la ricchezza era insita nel possedere un’auto, a volte due, grossa come un carroarmato.

Centinaia di milioni di abitanti della terra hanno trovato in questo la realizzazione di un percorso di sviluppo iniziato dai nostri padri che ne sono stati artefici e inconsapevoli attori.

Ora ci dobbiamo rendere conto che la vera ricchezza è potersi permettere di non possedere l’auto.

La battaglia che noi grazie alla nostra esperienza e conoscenza dobbiamo cominciare e che i nostri figli, grazie alla loro intelligenza e alla potenza che gli verrà messa a disposizione dalla rete, potranno continuare e concludere sarà questa: scomporre il modello che ci ha dato benessere nel secolo passato consumando risorse non rinnovabili e poi costruirne uno nuovo, basato sull’efficienza sull’intelligenza e sul rispetto del prossimo e dell’ambiente che ci ospita.

Allora potremo dire che il genere umano si è evoluto in simbiosi con il pianeta su cui vive, e non che si è sviluppato come un virus sul suo ospite.

Lione, stazione TGV integrata nell’aeroporto st. Éxupery. Secondo me una cosa intelligente, quasi quanto mettere un parcheggio per le biciclette vicino a una stazione del treno per pendolari.



Produrre Energia pulita e consumarla serenamente
marzo 11, 2010, 9:19 am
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Forse fare in modo che la corrente che si usa per la propria lavastoviglie e per il proprio forno provenga VERAMENTE da fonti pulite, si può.

E forse, addirittura, si può fare in modo che tal energia venga prodotta da impianti che si è deciso di costruire insieme. Un gruppo di persone appartenenti ai gas di Milano e provincia sta provando a trovare il modo. Forse l’ha anche trovato.

Non è di certo una cosa semplicissima, ma cercheranno di spiegarlo domenica 14, alla fiera “Fa la cosa giusta” a Milano, nella sala OCEANIA alle 15.30.

Qui il volantino con qualche spiegazione



Presentazione su riqualificazione energetica
febbraio 19, 2010, 1:42 am
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La fonte di energia rinnovabile più rinnovabile che c’è è l’energia che non si consuma.

Risparmio energetico si fa anche ristrutturando le case esistenti. Le case consumano energia e immettono fumi nell’atmosfera. Se si fanno funzionare meglio consumano meno energia e immettono meno fumi.

Ecco la presentazione che ho fatto per presentare lìintervento di riqualificazione energetica di casa mia.



Quei rompiscatole della commissione europea

Il 25 maggio scorso la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per chiedere chiarimenti in merito alla cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della legge 133/2008. L’Italia avrà due mesi di tempo per fornire una risposta o chiedere un’ulteriore proroga per rispondere alla Commissione.

Bene, glielo posso spiegare io alla commissione europea perchè in Italia non è obbligatorio il certificato energetico nelle compravendite degli immobili: il fatto è che, per qualche strana ragione, dopo la caduta del governo Prodi, che aveva inserito tale obbligo nel decreto Bersani, il nuovo governo Berlusconi, ha provveduto, con grande fretta, a cancellare tale obbligo.

Il Popolo delle libertà, ha molto a cuore la libertà del popolo italiano, e libertà vuol dire essere liberi di costruire e vendere case di cui non si sa il consumo.

Tanto in italia, il consumo energetico non è un problema. Siamo ricchi, e fra poco avremo il nucleare. Potremo costruire le case di cartone, tanto l’energia per riscaldarle ce la regaleranno.

Sarà importante avere il marmo, le finiture di pregio, la domotica, aumentare la cubatura (leggi: piano casa) quello sì che farà il valore di una casa. Ma il consumo di una casa (e di conseguenza anche quanto inquina) deve continuare a non essere una preoccupazione per gli italiani. Il tutto in perfetta coerenza con lo stile politico di chi ci governa. L’importante è l’apparenza, la sostanza è solo una scocciatura. Lo smog si respira, ma non si vede.

L’amministrazione Obama stanzia 5 milioni di dollari per finanziare gruppi spontanei di disoccupati che si mettono a disposizione per isolare le case prive di coibentazione per le famiglie a basso reddito.

RIPETO: il governo USA stanzia cinique milioni di dollari per STIPENDIARE DISOCCUPATI che si rendono disponibili per realizzare opere di COIBENTAZIONE su case appartententi a famiglie che ALTRIMENTI NON SE LO POTREBBERO PERMETTERE. Fonte: Mark Hopkins, consulente amminstrazione Obama per risparmio energetico.

Il mio non vuole essere disfattismo, o la solita polemica, raffrontando l’Italia agli “altri”, ma solo un tentativo disperato di diffondere un ragionamento, una goccia nell’oceano, per cercare di sollevare un’onda di consapevolezza e di ragione che spazzi via la schiuma fetida che sta ricoprendo sistematicamente ogni angolo di questo paese.

Ottimisticamente, sono sicuro che la schiumaccia fetida si scioglierà presto al sole, che finalmente inizierà a scaldare soavemente le nostre case, le nostre scuole e i nostri luoghi di lavoro e di svago, presto o tardi, quando l’Europa, di cui facciamo parte, ci costringerà. Colgo l’occasione per ricordare che i depuratori della citta di Milano, sono partiti dopo che per anni, credo 4, il comune (Albertini) ha pagato multe (con soldi pubblici, non certo suoi) per essere una delle ultime (o forse l’ultima) metropoli europea non dotata di un depuratore per gli scarichi fognari, che finivano tutti dritti dritti nel Lambro, poi nel Po e poi nel mare Adriatico, dove i nostri bambini vanno a fare il bagno d’estate. Ora i depuratori funzionano, ma sono costati il doppio, a causa delle multe.

Infine, una considerazione politica. I partiti componenti l’attuale Governo italiano, ovvero il Popolo della Libertà e la Lega Lombarda, si sono a più riprese scagliati, anche in passato, contro l’appartenenza dell’italia all’Europa, indicando la Comunità Europea come un cappio al collo per la nostra Libertà di mercato e di azione politica. Questo banale esempio dovrebbe essere preso come indicativo da chi fa opposizione, per spiegare agli italiani i motivi di tante scelte politiche del centrodestra. Politicamente non paga mai imporre a qualcuno di dover fare qualcosa, tipo pagare le tasse, costruire non abusivamente o far calcolare il consumo energetico della propria casa. Meglio lasciare che le cose vadano, rassicurare l’elettore, ed aspettare lo schianto.

L’europa ci impone di risparmiare energia, migliorando con intelligenza il nostro patrimonio edilizio esistente. La Comunità Europea viene quindi vista da questo governo come un intrigante guastafeste che con le sue assurde imposizioni, limita la nostra libertà di poter lasciare le case così come sono. Non mi sembra un ragionamento difficili da portare nei talk show, sui giornali. La gente inizia ad essere sensibile all’aria che respiriamo: perchè non iniziare a parlarne? Possibile che solo Beppe Grillo ne parli nei suoi comizi? No….pare sia meglio concentrarsi sulle “Escort” e le “Ragazze Immagine” di Palazzo Grazioli. Anche queste sono scelte.



Energia della terra
aprile 8, 2009, 8:55 am
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La terra trema, e forse fa tremare anche chi serenamente continua a ballare sul titanic, forte della scialuppa di salvataggio di cui è sicuro di poter disporre al momento dell’urto. Cosa c’è dietro alla catastrofe, alla tragedia di centinaia di vite spezzate e famiglie distrutte? C’è solo una cinica considerazione, che scatena la rabbia, quando, davanti alle immagini che scorrono ripetutamente in tv, vedi una casa distrutta, proprio di fianco a una casa ancora in piedi.

Frasi come “iniziate pure a chiamare i muratori”, pronunciate da un ridente presidente del consiglio qualche settimana prima della scossa (o forse meglio dire dello “scossone”) suonano sinistre di fronte alla drammatica evidenza di un forse prevedibile terremoto. Ora il “piano casa”, allegro ottimista e ridanciano come vuole il nuovo protocollo italiano, si corregge e si adatta a una nazione dove si scopre che forse non c’è bisogno di una camera in più, ma probabilmente di un paio di pilastri con dentro qualche tondino di ferro in più.

Per truccare la composizione del calcestruzzo e fare delle strutture portanti friabili come dei biscotti, non ci vuole molto in Italia. Basta essere d’accordo in 2 o 3 persone. E su una grande opera, come un ospedale o un ponte, o un edificio strategico, si possono fare ottimi risparmi. Quindi perché non farlo? Non è nemmeno poi così contro la legge, dato che la normativa antisismica, era previsto che andasse in vigore nel 2010…

E ora, facciamo passare un paio di mesi, lasciamo che lo strazio scompaia del tutto dagli schermi e dalle prime pagine, poi si potrà ancora tornare a parlare di ponti sugli stretti, di centrali nucleari e di ampliamenti di case senza bisogno di controllo pubblico, tra una battuta e l’altra. Dimenticandosi, per esempio, che l’area dello stretto di Messina è una delle aree a più alto rischio sismico al mondo

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Lo stretto non è rosso….è VIOLA!

Non parlerò qui, anche se il tema principale di questo blog lo richiederebbe, di centrali nucleari e della grande eccitazione per costruirne una botta nei prossimi 20 anni, perchè mi sembra di dire cose talmente scontate che quasi me ne vergogno.

Ma io sento che un giorno, un giovane manager di Impregilo mi verrà a dire: “Massimo non preoccuparti, il ponte sullo stretto e le centrali nucleari erano solo una sparata propagandistica…non preoccuparti…ma davvero pensavi che l’avremmo fatto??? ma dai…invece, con i soldi stanziati dal governo italiano, costruiremo una nuova rete idrica in Sicilia, sconfiggendo finalmente la mafia dell’acqua, tre nuovi e solidi ospedali, due centrali idroelettriche, una rete ferroviaria e stradale in tutto il sud Italia che lancerà finalmente lo sviluppo industriale di zone talmente scollegate tra loro che oggi è impossibile aprirci anche la più piccola impresa artigianale….”. Ma allora aprirò gli occhi e mi renderò conto che stavo sognando…e noi si tornerà a sorridere contenti, con la pupilla dilatata, guardando la luce azzurrina che emana dal tubo catodico.

Ci stiamo ostinando a voler credere che a noi italiani, non possa succedere mai niente. Forse è un ottimismo atavico, forse è un penso positivo collettivo che fa la fortuna del nostro popolo, o forse finché non ci scottiamo davvero non impariamo.

Stavolta 300 persone sono morte in un modo terribile. Sarà una scottatura sufficiente per mettere in fila due pensieri logici? Oppure continueremo a pensare che il Papa ci proteggerà per sempre da noi stessi grazie all’immensa misericordia e paterno amore che il signore Dio onnipotente nutre per il popolo italiano?

Io temo che se non ci diamo uma svegliata, la scialuppa che pensiamo sia li ad aspettare solo noi, al momento dell’urto, ce la soffieranno da sotto il naso, e noi resteremo li ad aspettare l’inabissamento dello Stivale con il cerino, anzi, con il telecomando in mano.



E se il futuro fosse questo?

Supponiamo che eliminare l’automobile sia impossibile. Ma se l’automobile la lasciamo sotto il sederino di chi pensa che sia un elemento imprescindibile, e senza dirgli niente gli sostituiamo il serbatoio di benzina, con un silenzioso sistema elettrico, dove la batteria e le relative ricariche sono gestite da un “provider” del tutto simile a quelli che adesso ci forniscono i telefoni cellulari?

Questi sul loro sito, dicono addirittura che l’automobile potrebbe essere fornita in comodato, esattamente come oggi succede i telefoni cellulari, a patto di fare un contratto con un provider.

L’idea è tanto semplice quanto geniale. Trovo che sia  la sintesi tra una forte ispirazione ambientalista che fa però i conti con la realtà del mondo in cui viviamo. Non sarà mica la quadratura del cerchio?

…bah…. per il momento io ci credo.