al Massimo dell'Energia


ma fanno apposta o sono “impreparati”?
dicembre 11, 2008, 4:34 pm
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L’altro Ieri il governo USA (Obama) ha approvato il piano di salvataggio per GM e Chrysler (15 miliardi di Dollari) e le borse sono schizzate (NY a è 6%). Oggi si scopre che le condizioni per tale erogazioni di denaro PUBBLICO ad aziende PRIVATE sono di poter influenzare il piano industriale, e leggo le tre linee guida seguenti:

  • nuova linea industriale per lo sviluppo di auto ibride o elettriche,
  • incentivo allo studio e produzione di sistemi di trasporto pubblico piuttosto che di auto private ,
  • allontanamento dell’attuale amministratore delegato di GM Rick Wagoner (con un cognome così cos’altro potrà fare?) per manifesta inettitudine

Reazioni indignate di certi  maitre a penser: “questo è socialismo, si attenta al libero mercato e all’autoregolmentazione”. Io ora dico: ma possibile che ci sia ancora qualcuno che davanti al pietoso spettacolo dei colossi mondiali dell’automobile in ginocchio a chiedere l’elemosina alle casse dei contribuenti, abbia ancora l’ignoranza di insinuare che l’intervento pubblico nell’azienda privata sia un ingerenza di impronta marxista leninista da combattere fino alla morte?
Obama, non contento, ha allora scatenato la sua inguaribile anima Marxista-Leninista nominando oggi, a capo del dipartimento per l’Energia (praticamente colui che deciderà le politiche energetiche del paese che consuma come tutto il resto del mondo messo insieme) un premio Nobel, Steven Chu. Riporto un estratto dal suo curriculum:” Since 2004, Chu has been director of the Lawrence Berkeley National Laboratory, which has 4,000 employees and a budget of $650 million. The laboratory under Chu has been a center of research into biofuels and solar energy technologies. Chu has been a vocal advocate for more research into alternative energy, arguing that a shift away from fossil fuels is essential to combat global warming” (per saperne di più: http://en.wikipedia.org/wiki/Steven_Chu ). Questo tipetto, prima di essere scelto da Obama, aveva creato, tra alcuni stati USA, un protocollo simile a quello di Kyoto, per contrastare la storica scelta dell’amministrazione Bush di starne fuori per evitare di compromettere la libera impresa statunitense…

Il protocollo di Kyoto, per quei pochi che non lo spaessero, è una delle più alte trovate dell’intelletto umano della storia, che consente, sulla base di fondamenti fisici, a chi inquina meno, di trarne vantaggi economici. Raffinati economisti, anche di mia conoscenza,  ne hanno lodato la genialità e l’intelligenza che consente di “monetizzare” la capacità di non inquinare. C’è già chi specula sui “carbon credits”, ma questa è un’altra storia, ci penseremo poi…

Ora veniamo alla nostra bella italia: ovviamente non è mia intenzione andare nel dettaglio dei titoli accademici dei ministri del nostro governo, è stato eletto democraticamente, quindi hanno quello che serve per essere in carica ma sentire il capo del mio governo tuonare contro le ingerenze marxiste-leniniste nel libero mercato e contro il protocollo di kyoto che non permette alla nostra fiorente impresa lombardo-veneta di prosperare, mi fa veramente sentire l’ultimo di questa terra. Ancora una volta, mi domando per quale ragione, l’intelligenza deve essere così strenuamente combattuta dall’attuale classe politica Italiana?

Uno studio della clinica pediatrica dell’Ospedale San Paolo di Milano ha messo in relazione i livelli di PM10 con il numero di ricoveri di pazienti sotto i 16 anni che raddoppiano quando il PM10 supera i 50 ug/m3. L’ASL di Milano,in una relazione resa pubblica tra gli altri dal sito dei verdi lombardi, stima 300/400 morti all’anno per patologie respiratorie  attribuibili all’inquinamento atmosferico….altro che i Rom. A milano il PM10 supera i 50 microgrammi/m3 praticamente sempre (la media, nel 2002 era di 60 microgrammi/m3 nel 2008 non ho trovato niente, ma preferisco non sapere, visto che lavoro a Milano). Non andiamo a cercare cause strane per allergie o patologie strane dell’apparato respiratorio: la risposta è qui sotto i nostri occhi, anche se è talmente piccola che non si vede.

Quindi riepilogo le recenti indicazioni del liberale e democratico governo italiano per far fronte alla crisi:

  • progressiva eliminazione degli incentivi per l’efficienza energetica in edilizia (le case inquinano più delle auto, perchè le caldaie di milano sono quasi tutte a gasolio, e molte ancora a CARBONE) i
  • Dichiarazione di non voler sottostare ai limiti di emissioni indicati dal protocollo di kyoto per non mandare in crisi la nostra impresa che non si può permettere di non inquinare

Ma fanno apposta oppure è solo “impreparazione”? E’ quanto dobbiamo scoprire tutti insieme, e fermarli prima che sia troppo tardi,  prima che Obama invada l’italia per impedirci di continuare a farci del male.
Ma non è che staremo perdendo qualche occasione? Tipo cogliere il meglio da questa crisi epocale, che potrebbe passare attraverso un cambiamento di modello produttivo e di sfruttamento energetico? Non è che essere “Marxisti-Leninisti” oggi forse significa cogliere opportunità che possono portare benessere non solo finanziario, ma anche sociale e ambientale, che forse stanno proprio sullo stesso piano? Per mangiare i bambini, poi c’è sempre tempo, adesso arriva anche il natale…

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2 commenti so far
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Caro, questi giorni temo ce li ricorderemo per sempre. Sono i giorni in cui gli esempi classici teorici propinati agli studenti di economia e di finanza trovano tristemente la realizzazione pratica.

Il piano per il salvataggio e riconversione del settore auto che giustamente descrivi con toni entusiastici è stato impietosamente bocciato in senato. Anche a me piaceva molto il piano, in primis perchè rappresentava una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l’auto: non più a sei cilindri ma auto risparmiosa e di dimensioni contenute. Poi, non dimentichiamolo, il piano di salvataggio era scolpito per salvare tre colossi dell’auto che, se dovessero fallire, provocherebbero – o provocheranno – un altro tsunami finanziario.

Di fatto però il Senato USA ha bocciato il piano e, salvo cambiamenti di umore, non resta altro che il Chapter Eleven per i colossi di Detroit.

Dalle informazioni disponibili pare che il piano di salvataggio sia stato accordato senza problemi tra democratici e repubblicani ma che si sia incagliato a causa del sindacato che non ha accettato di diminuire il costo orario (a Detroit vanno ancora a stipendio a ore come la colf a casa nostra) ai livelli della concorrenza internazionale (fondamentalmente Giappone). Succede spesso che laddove si è guadagnato troppo negli anni 70-80-90 vi sia scarsa disponibilità a riadattarsi alle condizioni che il mercato offre nel tempo. Penso ad Alitalia, per esempio, nell’intricata proposta di acquisto da parte di Monsieur Spinetta a.d. di Air France. Proposta che il sindacato non ha certo spalleggiato, non spostandosi di una virgola dalle proprie posizioni.

Vediamo che succederà. La speranza è che qualche anima pia cerchi di usare a beneficio del settore auto i fondi stanziati a sostegno delle istituzioni finanziarie in crisi.

Sul fronte del Clean Dvlp. Mechanism del UNFCCC, in breve protocollo di Kyoto, lo conosco anch’io quel tizio che conosci tu che considera geniale il meccanismo, anche se definire il tizio “economista” è un po’ troppo: diciamo che è un laureato in economia specializzato in infrastrutture in leverage estremo in america latina.

Sistema geniale, Kyoto, anche se “poco di sinistra”, visto che Kyoto obbliga (i) in piccola parte gli stati sviluppati a dfiminuire le proprie emissioni, cambiando ove possibile i metodi produttivi, ma (ii) in grande parte offre ai medesimi stati responsabili per la quasi totalità delle emissioni di CO2 un meccanismo di redenzione, acquistando appunto “crediti” generati nei paesi in via di sviluppo che hanno ancora ampia capacità di manovra per indirizzare lo sviluppo verso soluzioni a minore emissione di CO2.

Di fatto il meccanismo è ispirato a fin di bene ma dal punto di vista comportamentale assomiglia un po’ al caso in cui il riccastro con la Porshe Cayenne avesse il diritto di commettere ogni tipo di scorrettezza in strada purchè, quotidianamente, dimostrasse di versare un contributo economico all’associazione italiana costruttori di auto elettriche…e te lo dice uno che nel 2006 ha firmato un accordo di vendita di carbon credits per una ventina di milioni di euro in presenza dell’ex presidente francese Jaques Chirac…

Ad ogni modo, non per difendere il Berlusca, ma le istanze del governo italiano in sede di negoziazione non riguardavano – da quanto ho compreso – gli attuali accordi di Kyoto tra paesi di tutto il mondo ma piuttosto i paletti e le caratteristiche dei futuri accordi POST-Kyoto (mete di riduzione delle emissioni del 2020, ben dopo la vigenza del protocollo di Kyoto) discussi solamente a livello di comunità europea.

Sempre in ottica bipartisan, che è quella che prediligo, faccio notare che le richieste dell’Italia in sede di negoziazione sono le stesse propugnate da altri Paesi con maggior cultura ambientale, come ad esempio la Germania. La vertenza principale era quella legata al fatto che alcuni settori in crisi, come proprio quello dell’auto in Europa, non sono in grado di reggere le (troppo?) pressanti disposizioni per la diminuzione di emissioni di CO2.

Detto in parole povere: Kyoto e il CDM presuppongono che ci sia uno sviluppo pulito, non una sequenza di fallimenti puliti.

Infine, anche qui, le istanze dell’Italia pare siano state accettate in toto, visto che l’accordo è stato raggiunto, con apparente soddisfazione di tutti i 27 firmatari.

Detto questo, che fa apparire la nostra Italietta un po’ meglio (si perchè, fratelli, qui c’è di mezzo la reputazione del Paese, mica quella di questo o quel governo, dato che il governo rappresenta TUTTI gli italiani), io concordo con Massimo: vi è da parte dell’attuale governo una impreparazione pericolosa e anacronistica sulle tematiche ambientali di lungo respiro. E’ una mancanza di preparazione ambientale, sia tecnica che economica che politica che ci distanzierà presto dalle maggiori potenze mondiali.

L’impressione che ho è che l’Italia sia in questo momento governata da eccellenti commercialisti ma pessimi economisti, eccellenti politici ma pessimi statisti, eccellenti tesorieri ma pessimi esperti di finanza. Il risultato sarà inevitabilmente un eccellente budget ma un pessimo business plan. E chi ne patirà saranno i nostri figli, piuttosto che noi stessi.

E’ una verità sconveniente ma pur sempre una realtà (cit.)
Besos
Atom

Commento di Atom

Ottime precisazioni, grazie. Ammetto di aver fatto un misto di protocollo di kyoto e direttive UE, ma credo che alla fine stiamo parlando della stessa frittata, che sarà l’unica che potremo mangiare nei prossimi decenni.

e comunque l’Italia ha accettato, ma leggi le dichiarazioni del ministro francese per l’energia, Borloo: “si potranno quindi rivedere e adattare alcuni meccanismi di sviluppo, come avviene in altri settori, ma a condizione che si precisi che in nessun caso si potranno intaccare gli obiettivi e le condizioni del sostegno degli Stati membri” per le rinnovabili. In altre parole, contrariamente a quanto affermato da alcuni organi di stampa in Italia, la revisione – sempre Borloo – “non comprende la possibilità di rivedere gli obiettivi nazionali”. La Commissione europea presenterà dunque un rapporto nel 2014, nel quale si proporranno gli adattamenti appropriati del regime di cooperazione previsto nella direttiva, “allo scopo di migliorare l’efficacia per il conseguimento dell’obiettivo del 20%.”

Quindi la richiesta fatta a gran voce dal governo italiano di poter rivedere gli obiettivi nazionali, non è passata. Berlusconi ha fatto il suo tentativo, vincendo il “fossile del giorno” ma poi si è dovuto accontentare, e dovremo anche noi rispettare i limiti per il 2020. La vedo dura, se tagliamo gli incentivi all’efficienza energetica.

Riguardo al fatto che kyoto premia i riccastri, permettendogli di inquinare tanto pagano, non sono proprio d’accordo. I riccastri che parcheggiano sulle strisce pedonali e poi stracciano la multa tanto paga papà (o la ditta), coi tempi che corrono, non sono più molti. Ho la forte sensazione che d’ora in poi chi ricco lo vuole rimanere, dovrà prestare attenzione a certi dettagli.

Ma questa è solo una mia sensazione.

Commento di massimodellenergia




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