al Massimo dell'Energia


Energia o intelligenza? Commenti sul decreto anticrisi Tremonti
dicembre 3, 2008, 3:39 pm
Filed under: efficienza energetica | Tag: , , , ,

Problema:

C’è la Crisi: dobbiamo risparmiare. Si, ma dove? Il Ministro Tremonti ha proposto, tramite un decreto, una serie nutrita di misure, tra cui la limitazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (meglio conosciuta come “il 55%”).

Dal 29 novembre tale limitazione avviene tramite la fissazione di un “tetto” massimo spendibile per tali incentivi e un “benestare” da parte dell’Agenzia delle Entrate a una richiesta che dovrà essere fatta da chi ha sostenuto le spese per la riqualificazione energetica.

Premesse:
– Il 30% dei consumi energetici nazionali sono dovuti all’uso domestico (fonte: un’azienda energetica nazionale)
– il 60% della spesa annua famigliare è composto dalla voce “consumi per energia”. (Fonte: un’associazione di consumatori)
– il 40% dell’energia prodotta per il riscaldamento di una casa se ne va attraverso il tetto (Fonte: un lobbista del settore degli isolanti)

Ragionamento:
La crisi si combatte riducendo le spese e soprattutto evitando gli sprechi. L’efficienza energetica in edilizia è uno strumento intelligente che permette, in una sola mossa, di ridurre gli sprechi di energia (che costa a ognuno di noi) e di far girare l’economia.

Con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica del sistema Italia, il governo Prodi aveva introdotto un “bonus fiscale “(legge 296/2006) consistente, che incentiva a effettuare interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Si incentivano i proprietari, o gli inquilini, tramite detrazioni dalle tasse, a far consumare meno le tante case esistenti che consumano tanto quanto consumavano quando sono state costruite parecchi anni addietro, quando l’energia costava molto meno, e quindi non era una priorità.

L’effetto della riqualificazione energetica, con conseguente abbattimento dei consumi energetici ha l’effetto di:

– ridurre la spesa energetica famigliare
– ridurre la dipendenza energetica dai suddetti stati se tali interventi si diffondono a macchia d’olio tra la popolazione, grazie agli incentivi
– creare nuova domanda per il settore edilizio

come si fa l’efficienza energetica in ediliza?
– evitando di sprecare calore (o fresco) attraverso tetti, finestre e muri vecchi e inefficienti
– sfruttando per quanto possibile il calore del Sole per riscaldare l’acqua per la doccia (in Italia ce n’è parecchio, di sole: lo dicono anche certe canzoni…)
– riscaldando le case con sistemi di riscaldamento più efficienti (es. caldaie a condensazione)
– obbligando a dichiarare la classe energetica di una casa (quanto consuma) al momento della vendita (e quindi facendone strumento di mercato) come si fa da sempre per le automobili (perché quando compriamo le automobili ci interessa quanto consumano, ma le case no?)

La mia esperienza
Io, tramite interventi di riqualificazione energetica, ridurrò drasticamente il fabbisogno di energia della mia casa (da circa 45.000 KWh/anno a 10.000 KWh/anno – circa il 75% in meno). Se non ci credete ve lo dimostro…si può toccare con mano. Farò del bene alle mie tasche, e dai miei camini usciranno molte meno emissioni (Co2, polveri sottili etc.)

Per ottenere questo risultato ho basato i miei investimenti (e il mio mutuo) sul bonus fiscale del 55% che mi dava la possibilità di ottenere questo risultato, che altrimenti, visti i costi delle tecniche e dei materiali edilizi per il risparmio energetico superiori a quelli tradizionali, non mi sarebbe stato possibile.

Effetti concreti
Il decreto anti-crisi del Ministro Tremonti dello scorso 28 novembre rende praticamente irraggiungibili tali incentivi, imponendo un plafond irrisorio (si stima possa soddisfare il 10% delle richieste effettive) e sottomettendo l’agevolazione a un “silenzio-rifiuto” (novità!) da parte dell’Agenzia delle Entrate (vuol dire che se fai la domanda e NON ti rispondono entro 30 giorni, la domanda è “tacitamente respinta”). La domanda di ammissione all’agevolazione, inoltre, dovrà essere inoltrata tramite internet, e chi prima clicca meglio è posizionato nella valutazione. Se hai l’ADSL che fa cilecca proprio la notte del 15 gennaio 2009, puoi dire addio al bonus.

Nessuno è riuscito a capire come questo provvedimento possa far fronte alla crisi, dato che più probabilmente farà arrestare lo sviluppo dell’efficienza energetica in ediliza, facendo contrarre drasticamente la domanda.

Tornando all’esempio delle auto: perché devo comprare un’auto nuova che inquina meno ma costa di più, se ne ho già una che va bene, anche se non so quanto inquina? Ma se lo stato mi incentiva a farlo, allora la cambio, il mercato automobilistico cresce e l’economia gira.

Conclusioni:
Il provvedimento otterrà quindi l’effetto contrario, ovvero:

– rallenterà la domanda dei cittadini in ristrutturazioni “efficienti”
– rallenterà l’investimento delle imprese italiane nel settore dei materiali e degli impianti efficienti
– penalizzerà migliaia di liberi professionisti che si erano orientati verso tale settore, investendo in know-how e formazione personale.
– Favorirà il nero (perché devo farmi fare la fattura dall’impresa, tanto non mi serve, e risparmio subito l’iva)

Diffondiamo il più possibile queste informazioni, in modo da sensibilizzare più gente possibile riguardo queste tematiche, che purtroppo non sono di interesse comune (i giornali e i politici si sono mobilitati soprattutto per l’aumento dell’iva di “sky”…) nonostante il consumo di energia e i costi collegati non rappresentano un problema, ma rappresentano IL PROBLEMA.

CHIEDIAMO CON TUTTI I MEZZI SPIEGAZIONI AI NOSTRI GOVERNANTI, SE DAVVERO SONO CONVINTI CHE IN QUESTO MODO SI POSSA FARE FRONTE ALLA CRISI, QUANDO L’UNICO IMPORTANTE ELEMENTO NELLA VITA ECONOMICA DI UNA NAZIONE E DEL MONDO INTERO E’ SEMPRE STATO E SEMPRE SARA’ L’ENERGIA PER SCALDARE E ILLUMINARE LE NOSTRE CASE E PER FAR FUNZIONARE LE NOSTRE AZIENDE.

FINCHE’ SAREMO COSTRETTI A PAGARE AD ALTRI TUTTA QUESTA ENERGIA SAREMO SEMPRE IN CRISI.

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